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Campo di Papaveri
Scalinata con arcosoli
Sacro pozzo
Ipogeo
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Nasce  per difendere la memoria storica, incrementare, valorizzare e divulgare su base nazionale, europea e mondiale il culto a S. Lucia di Mendola, vedova romana, custodire, valorizzare e rendere fruibile, in collaborazione con il Parco Archeologico di Eloro e Villa del Tellaro e delle aree archeologiche  di Noto e dei comuni limitrofi, l’imponente complesso  archeologico paleocristiano, ipogeico e catacombale, di costante venerazione religiosa, di grande interesse per gli studi di archeologia cristiana e di arte sacra, ed oggi anche di non indifferente attrazione speleologica e turistica.

S. Lucia_e_S._Geminiano

Santa Lucia venerata a Mendola non è la vergine martire siracusana ( di essa è solo contemporanea) ma è una nobildonna vedova romana vissuta nella seconda metà del 3° secolo dopo Cristo. Lucia a Roma “sposa” la fede cristiana e fervente nell'evangelizzazione  converte anche il nobil uomo  Geminiano.  Il figlio Euprepio pretende per intero l’eredità che Lucia rifiuta di concedergli ragione per cui, Euprepio contrariato, decreta la fine della madre accusandola di cristianesimo.
Lucia e  Geminiano subiscono vari supplizi, riescono a scappare dalle terribili persecuzioni di Diocleziano e si rifugiano prima a Taormina, poi  ad Alesa dove Lucia compie un miracolo e dopo giungono al villaggio di Mendola dove si fermano poiché Dio , mentre erano in preghiera dice loro: “ questa è la vostra sede, fissatela qui per sempre”. Lucia diffonde la fede in Cristo, guarisce molti malati, scaccia i demoni, ridà la vista ai ciechi. Il magistrato del luogo, Aprofasio, informato dei fatti, si reca a Mendola e fa giustiziare settantacinque cristiani: corre l’anno 298.

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