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La basilica ipogeica


Sacro-pozzo--3


In origine si trattava solo di una cavità naturale, in cui, secondo la tradizione, si nascosero i santi Lucia e Geminiano per sfuggire alle milizie romane e nella quale, miracolosamente, scaturì una sorgente d’acqua che esiste ancora oggi, il sacro pozzo.

 




 

scalinata-con-arcosoli



Vi si accede attraverso una scala intagliata nella roccia, fiancheggiata da arcosoli, infatti lungo le pareti, a cadenza pressappoco regolare, furono disposte numerose sepolture ad arcosolio monosomo.
La cripta è raggiungibile anche da un altro cunicolo con gradini che si diparte da un secondo organismo sacro ipogeico.  

A circa 25 metri di profondità si trova una basilica a forma di “T” con orientamento sud-est: si tratta di un vano rettangolare con soffitto tendenzialmente piano, suddiviso in 2 sezioni da un tempio del tutto sagomato nella roccia con tre aperture ad arco. 
Nel complesso la forma è piuttosto irregolare in dipendenza dell’origine naturale, ma il lavoro dell’uomo non è stato modesto, soprattutto nella parte destinata al santuario, ove le geometrie sono più regolari e le superfici di taglio più curate. Questa sezione ha forma rettangolare ed al centro della parete sud-est sono ricavate un’abside tonda di modesta profondità. Nella testata di destra si apre una porticina che conduce ad una modesta cameretta forse con funzioni di “diaconicon”.

ipogeo
Sulla destra è la sorgente sacra a S. Lucia. Le arcate dell’iconostasi presentano profilo a tutto sesto, sono sostenute da pilastri di sezione rettangolare e quella centrale è leggermente più larga delle altre. Nel soffitto si scorgono alcuni anelloni di pietra che servivano a sospendere lucernette o altri corpi illuminanti.
Questa chiesa appare piuttosto antica. Si tratta di una “memoria”, cioè di un organismo cultuale istituito nel luogo che ha segnato un momento significativo della vita di santi e martiri. Al di  là della fede che si può prestare ai dati della tradizione, viene difficile non ammettere l’autenticità di fondo delle vicende che presiedono alla genesi di questo profondo ipogeo.

(cfr S. Giglio, “La cultura rupestre di età storica in Sicilia e a Malta, i luoghi di culto”).