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centro-Paleocristiano


 


Il centro paleocristiano di Santa Lucia di Mendola si trova nel territorio di Noto in C.da Santa Lucia di Mendola, sulla provinciale  24, a 27 Km da  Noto e a 4 da Palazzolo Acreide.

Si tratta di una zona dal potenziale archeologico altissimo, purtroppo poco valorizzata. E' uno dei più importanti complessi rupestri religiosi degli Iblei. 



centro-Paleocristiano1


Già sede di culti preistorici e più tardi frequentato dai greci e dai romani i quali qui edificarono una villa, il sito si sviluppa in epoca tardo antica con l’inizio del culto a S. Lucia Vedova Romana.

Il luogo infatti è tradizionalmente legato alle vicende di Lucia, Geminiano e di altri 75 anonimi cristiani locali (mendesi) che vennero qui nascosti e martirizzati durante l’Impero di Diocleziano.

Le agiografie di questi personaggi ci sono state trasmesse da alcuni codici manoscritti medioevali (es. il “Vaticano Greco 866, XI sec, fogli 56v60), da cui hanno attinto successivamente Mombrizio, Surio, Gaetani, Pirro. Di fatto questo è un luogo “magico”, che sprigiona un mesto fascino, un potere d’attrazione singolare, “un luogo che sa scaldare il cuore come pochi altri” (M. Cioè in “Santi minori e luoghi Sacri nell’altopiano ibleo”). E’ urgente la necessità di tutelare e salvaguardare delle memorie rurali che tuttora resistono alla distruzione con  l’annesso enorme potenziale valoriale a livello monumentale, storico, archeologico, ambientalistico, paesaggistico, naturalistico.

         Tutti gli scrittori moderni che si sono occupati di questo luogo concordano che il nome Mendola derivi da una città chiamata anticamente Mende, che doveva essere certamente abitata intorno al 300, quando cioè si svolsero i fatti narrati. Il Gaetani nelle “Animadversiones” afferma che gli avvenimenti luciani si svolsero “in oppido Mendis”.

 

L’imponente complesso monumentale è costituito da 6 ambienti:

 
1.La basilica ipogeica
2.La basilica rupestre
3.L’abbazia rugeriana normanna del 1103
4.La grotticella affrescata
5.L’antico romitorio
6.L’attuale basilica